EMERGENZA CORONAVIRUS servizio di sanificazione e disinfezione

In risposta alla pandemia di coronavirus (COVID-19 ), non solo per l’emergenza, ma soprattutto per consentire la riapertura delle attività produttive con le dovute sicurezze, AIRE s.r.l. 

Ha attivato un gruppo di lavoro di esperti per redigere documenti guida su come operare e utilizzare gli impianti di climatizzazione per prevenire e limitare il rischio di diffusione di SARS-CoV2-19.

I documenti sono basati sulle ultime evidenze scientifiche e sulle migliori prassi oggi disponibili per la riduzione del rischio di propagazione del SARS-CoV2-19 tramite un impiego corretto degli impianti di climatizzazione ambientale e di ventilazione. 


PROTOCOLLO PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DA DIFFUSIONE DEL SARS-COV2-19 MEDIANTE GLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE E VENTILAZIONE ESISTENTI

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI SUGGERITI

AUMENTO DELLA PORTATA D’ARIA
Puo’ essere effettuata aumentando il numero di giri del ventilatore, in paricolare: -nei ventilatori dotati di inverter, aumentando la frequenza di alimentazione; -nei ventilatori dotati di cinghia e pulegge, modificando il diametro delle pulegge L’intervento riguarderà sia il ventilatore di mandata dell’aria esterna, sia quello di ripresa dell’aria esausta, avendo l’accortezza di mantenere inalterata la differenza di pressione nei singoli ambienti.

FORZATURA SERRANDE IN SOLA ARIA ESTERNA
Ai soli fini dell'aumento della portata d'aria esterna, è consigliabile chiudere la serranda del ricircolo e contemporaneamente aprire le serrande dell'aria immessa e dell'aria espulsa, facendo attenzione a non alterare le condizioni di sovrapressione preesistenti. Per gli impianti progettati per poter funzionare a tutta aria esterna, ad esempio free-cooling ,si suggerisce la modalità a sola aria esterna prevedendo la totale chiusura della serranda di ricircolo e la contemporanea apertura delle serrande di aria esterna e di espulsione.

Per impianti che non prevedono il free-cooling, è consigliabile comunque chiudere la serranda di ricircolo e contemporaneamente aprire le serrande dell’aria esterna e dell’aria espulsa. La portata al ventilatore ne risulterà ridotta, ma sarà costituita da sola aria esterna. Si deve avere l'accortezza di verificare che il ventilatore non lavori fuori curva, in particolare che non lavori in punti di instabilità. In questo caso, deve essere abbassato il numero di giri del ventilatore, agendo o sulla frequenza dell'inverter, se presente, oppure variando il diametro delle pulegge. Per i sistemi a espansione diretta monoblocco a free-cooling parziale, ad esempio i roof top, bisogna verificare attentamente quali siano le portate minime di lavoro e la percentuale di aria esterna da immettere per evitare il blocco del circuito frigorifero.

DISATTIVAZIONE O BY-PASS DEL RECUPERATORE DI CALORE
I recuperatori rotativi vanno sempre arrestati, per evitare una possibile, per quanto improbabile e remota, contaminazione dell'aria immessa. Al riavvio la ruota deve essere preventivamente sanificata.
Nel caso di recuperatori a flusso incrociato, conviene valutare l’apertura del by-pass ai fini di aumentare la portata di aria esterna. Qualora vi fosse sulla linea del by-pass dell’aria esterna una serranda di taratura atta a simulare le perdite di carico del recuperatore, la serranda dovrà essere aperta il più possibile, sempre compatibilmente con l'assorbimento elettrico del motore.

MANTENIMENTO DEL SET POINT DELL’UMIDITA’ RELATIVA AL DI SOPRA DEL 40%
E’ ben noto che bassi valori di umidità relativa rendono le mucose secche, riducendone la funzione di barriera ai virus.
Quindi, nel funzionamento invernale, si deve umidificare l’aria per avere almeno il 40% di umidità relativa.
In estate il problema dell’umidità relativa bassa non dovrebbe mai porsi. Nel caso si presentasse conviene agire aumentando la temperatura minima di saturazione, cioè il set-point della temperatura in uscita dalla batteria fredda. In generale, negli impianti idronici è opportuno regolare opportunamente la temperatura di set-point di uscita dell’acqua dal gruppo frigorifero; nel caso di impianti a espansione diretta, conviene regolare opportunamente la temperatura di evaporazione.

FUNZIONAMENTO IN CONTINUO DELL’IMMISSIONE DI ARIA ESTERNA
Benché non vi sia alcuna prova che immettere aria esterna anche nelle ore di non occupazione contribuisca a ridurre il rischio di contrarre il virus, il principio di precauzione suggerisce di farlo. Un funzionamento in continuo su base giornaliera garantisce di avere all'interno degli ambienti aria alle condizioni di quella esterna al momento della riapertura dei locali.

L’IGIENIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI E DEI CANALI AERAULICI
Gli interventi di manutenzione e igienizzazione, seguono sempre procedure ben definite, e sono eseguiti da personale qualificato, dotato di idonei Dispositivi di Protezione Individuali.
Qualunque intervento effettuato in modo scorretto e/o senza l’utilizzo di DPI potrebbe avere come risultato non la riduzione, ma l’incremento dei rischi.

Gli interventi di sanificazione hanno inizio con la pulizia dei filtri: vengono infatti smontati, lavati e trattati con specifici prodotti disinfettanti e sanificanti.

In allegato scheda tecnica e scheda di sicurezza del prodotto utilizzato, da rilasciare al cliente. Nel caso in cui il filtro non sia più efficiente, viene sostituito con uno nuovo, in modo da garantire una corretta qualità dell’aria. Successivamente eseguiamo la pulizia delle batterie, bacinelle raccolta condensa e ventilatori.

Questa interventi possono essere condotti sia su macchine centralizzate esterne, che sulle unità interne come fan coils e split.

Eseguiamo il servizio di sanificazione per:
  • Unità di Trattamento Aria
  • Impianti di climatizzazione, ventilazione, estrazione e ricambio aria
  • Condizionatori tradizionali e ventilconvettori
  • Unità di ventilazione meccanica controllata

TEMPI DI SANIFICAZIONE
Consigliamo la sanificazione dell’impianto poco prima dell’inizio della stagione estiva e , una volta terminata la stagione estiva, è consigliato fare un’altra pulizia, in modo tale da lasciare la struttura pulita.

GeneratorI di ozono

L'ozono è un gas presente nella stratosfera, completamente naturale ed ecologico!

L'ozono disinfetta senza additivi e detergenti chimici, sfruttando la sua naturale forza ossidante.

E' un gas più pesante dell’aria e si diffonde negli ambienti in maniera capillare, penetra nei tessuti in profondità e raggiunge anche i punti più nascosti, là dove si annidano batteri e allergeni.

L’ozono non si può conservare, ma si deve generare ogni volta grazie all’utilizzo di macchine molto sofisticate.

E’ un disinfettante molto potente, in particolare nei confronti di batteri, funghi, virus, spore e muffe.

E’ utilizzato pe la sterilizzazione  dell’aria, dell’acqua, di ambienti abitati, di ambienti sanitari, di ambienti produttivi, nelle palestre, nelle piscine, mense, ristoranti, eccetera.

Essendo un componente naturale il suo utilizzo è completamente sicuro, non inquina l’ambiente e non lascia alcun residuo dannoso.

AIRE-COVID

Oltre alla sanificazione impianti, l’AIRE mette a disposizione dei suoi clienti:

* sanificatori per ambienti a metraggio ampio

* sanificatori per piccole stanze

* archi di sanificazione individuali

* disinfezione globale automezzi

* box per la sanificazione negli ingressi di qualsiasi edificio

* dispenser manuali con piantana e igienizzanti

* termometri ad infrarosso senza contatto

* gel igienizzanti mani

* occhiali di protezione

* barriere protettive

* dispositivo controllo temperatura corporea e riconoscimento facciale

RUOLO DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ED ESTIVA NELLA RIDUZIONE DELLA DIFFUSIONE DEL COVID-19

Motivi per cui gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva contribuiscono alla riduzione del rischio di contagio. 


Sia l’Istituto Superiore di Sanità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di immettere il pu’ possibile aria esterna nei locali chiusi. Infatti la concentrazione del virus nell’aria esterna è estremamente bassa e tale da non contagiare nessuno. 

Si puo’ immettere aria esterna in modo naturale, aprendo le finestre e anche le porte, oppure usando impianti di climatizzazione, e cioè immettendo nei locali aria esterna mossa dai ventilatori. 

Purtroppo aprendo le finestre solo non si garantisce sempre l’immissione della quantità di aria esterna necessaria a ricambiare l’aria nel locale, ma molto spesso si creano zone in cui l’aria non viene ricambiata in alcun modo.

 Quindi, aprendo le finestre non si può essere certi di aver diluito l'eventuale concentrazione di virus in ambiente.

 Con gli impianti di climatizzazione, invece, si immette nei locali la quantità di aria necessaria per il ricambio dove e quando si vuole, riducendo il rischio di contagio proprio perché si diluisce l'eventuale concentrazione di virus all'interno dei locali chiusi.

RECAPITI

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